Il paziente, M.S. di anni 58, di sesso M è pervenuto alla nostra osservazione per la presenza di una tumefazione estesa da canino a molare in regione mascellare vestibolare sinistra , affermava che tale lesione era presente da circa due anni. Riferiva inoltre vari episodi infettivi con rialzi febbrili e fistolizzazioni a carico della lesione.

L’ispezione clinica del cavo orale permetteva di rilevare la presenza di una ulteriore tumefazione analoga alla precedente a livello del mascellare superiore di destra. Tale lesione aveva determinato la dislocazione dell’elemento 1.5 che appariva mesializzato.

La palpazione permetteva di stabilire che, anche se deformata, nella lesione destra la corticale rimaneva apprezzabile. A livello della formazione di sinistra si osservava, invece, la completa perdita della corticale vestibolare e la lesione appariva fluttuante alla palpazione.

L’esame ortopantomografico mostrava la presenza di due grosse lesioni radiotrasparenti uniloculari e ben delimitate con presenza di orletto osseo sclerotico reattivo. L’esame T.C. metteva in evidenza due grosse lesioni di probabile natura cistica  che interessavano gran parte delle ossa mascellari senza comunque soluzioni di continuità con i seni nasali e mascellari. Questi ultimi apparivano comunque lievemente opacati, probabilmente a causa di una modesta sinusite reattiva. Posta diagnosi presunta di cisti odontogene bilaterali del mascellare, si è quindi optato per il trattamento chirurgico di cistectomia previo trattamento endodontico ambulatoriale degli elementi 1.2, 1.7, 2.2 e 2.3 a scopo conservativo. L’intervento di cistectomia è stato eseguito in anestesia generale. Dopo la sedazione del paziente è stata eseguita una incisione a tutto spessore a livello sulculare estesa a tutto il mascellare superiore con incisioni di scarico a livello del secondo molare superiore destro e del secondo molare superiore sinistro. Si è provveduto quindi all’innalzamento del lembo mucoperiosteo ed alla denudazione delle due corticali ossee. La corticale sinistra appariva completamente distrutta e la parete della neoformazione adesa, ma con un buon piano di clivaggio, alla mucosa gengivale. Si procedeva quindi, delicatamente, alla sua enucleazione sia dalla mucosa che, con l’ausilio di opportuna strumentazione dalla compagine ossea. Le dimensioni della lesione erano di circa 5 cm., la parete della neoformazione appariva di colorito roseo e consistenza duro elastica, il contenuto caseoso. La revisione della cavità residua non metteva in evidenza alcuna comunicazione della stessa con il seno mascellare omolaterale. Successivamente si è provveduto alla enucleazione della neoformazione del mascellare di destra che, a differenza del sinistro presentava ancora la corticale vestibolare ancora integra, anche se molto assottigliata e deformata; soltanto in corrispondenza della zona distale dell’elemento 1.3 si notava una piccola fenestrazione della corticale con esteriorizzazione della lesione. In questo caso si è proceduto prima alla realizzazione della breccia ossea quindi all’enucleazione della lesione che appariva più piccola della precedente ma in rapporto con un frammento di apice dentario. Non erano presenti neanche in questo caso comunicazioni oro-sinusali. Dopo l’enucleazione delle due neoformazioni si è proceduto alla cruentazione delle cavità permettendo un buon sanguinamento, sono stati apposti punti di sutura sulla ferita autilizzando una sutura riassorbibile (vicryl). Non è stato inserito all’interno della cavità alcun materiale osteoinducente considerando che la raccolta ematica all’interno della cavità sarebbe stata, da sola, in grado di assolvere a questa funzione.